Scuola di Italiano per immigrati

Il nostro impegno per una società interculturale rispettosa delle differenze e della dignità di ogni persona

Il nostro impegno per una società interculturale rispettosa delle differenze e della dignità di ogni persona
Video: https://www.youtube.com/watch?v=WiMBzapzeNM&feature=youtu.be

INSEGNARE L’ITALIANO L2 AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
L’Ass. Scuola di Pace continua la didattica con gli studenti immigrati

Le porte della Scuola di italiano per stranieri dell’Ass. Scuola di Pace – Napoli si sono chiuse il 4 marzo 2020 dopo l’ultimo turno di lezioni terminato alle 20.30, a seguito delle prime misure di contenimento del Covid_19. Dopo 12 anni di attività scolastica e 30 di attività associativa, uno dei punti di riferimento più significativi per centinaia di adulti immigrati a Napoli, desiderosi di apprendere la lingua del Paese nel quale ora vivono, si trova a dover ripensare ed attuare nuovi metodi per non interrompere l’anno scolastico iniziato nel mese di ottobre 2019.
La tecnologia, anche in questo caso, è venuta in aiuto di insegnanti ed allievi desiderosi, prima di tutto, di rimanere in contatto e in secondo luogo di non arrestare il processo di apprendimento di una lingua essenziale per i nostri “Nuovi Italiani”. Skype, Whatsapp, Zoom, Classroom, weSchool, piattaforme online di vario genere sono diventate i nuovi strumenti per docenti e discenti, molti dei quali completamente nuovi a queste tipologie comunicative. Ciò sta permettendo il prosieguo delle lezioni per tutte le classi composte della scuola: due classi di livello Pre-Alfa, due classi di livello A1, due classi di livello A1+, due classi di livello A2, una classe di livello B1 e una classe di livello B2, per un totale di 300 studenti provenienti da 40 diverse nazioni sparse in tutti e cinque i continenti e 50 tra docenti, tutor, volontari e tirocinanti, tutti volontari.
La didattica online attuata in quest’ultimo mese si sta rivelando di una importanza fondamentale per tutti gli studenti, a cominciare da quelli dei livelli inziali, seppur con qualche difficoltà logistica, a quelli dei livelli più avanzati i quali si stanno preparando per la certificazione di lingua italiana CILS dell’Università per Stranieri di Siena, di cui la Scuola di Pace Napoli è sede d’esame ufficialmente riconosciuta.
Continuano così le prove a distanza per gli esami che, in tempi normali, si tenevano presso la Scuola nel mese di maggio, mentre quest’anno si attendono le nuove direttive da parte dell’Università di Siena e in primis dal nostro Governo.
Ad ogni modo gli esami si svolgeranno: il livello A2 (integrazione) che serve per richiedere il Permesso di Soggiorno per soggiornanti di lungo periodo; il livello B1 per ottenere la cittadinanza italiana e il livello B2 per chi voglia iscriversi all’Università o comunque certificare delle competenze più avanzate. (Livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento, QCER).
Alcune perplessità non mancano. Come fare a coinvolgere gli studenti meno digitalizzati, tenendo conto, tra l’altro, che non tutti hanno facile accesso a Internet? Come fare a tener fede a quelli che sono i pilastri dell’insegnamento glottodidattico che poggia su metodi comunicativi ma soprattutto umanistico-affettivi, con una forte attenzione ai bisogni umani, cognitivi, affettivi e fisici del proprio discente mantenendo la dovuta “distanza”? Come motivare allo studio persone adulte che in questa grave crisi sono tra le fasce sociali più gravemente colpite a livello economico e quindi meno tutelate?
In questo caso non ci sono metodi prestabiliti o indicazioni da seguire, si procede sperimentando, insegnanti ed alunni insieme. Gli incontri sulle piattaforme che si ripetono ogni Lunedì e Mercoledì, per tener fede ai giorni di lezione della scuola, vogliono lanciare un primo messaggio che la Scuola di Pace con tutti i docenti è presente e attiva per i propri studenti.
Suddivisi in piccoli gruppi, docenti e allievi si incontrano in una classe virtuale ai cui poli c’è l’intimità della casa dell’insegnante e quella della casa dello studente e tutto procede come se fossimo in aula: i saluti, le domande su quando potremo uscire, gli aggiornamenti sull’emergenza, la condivisione di stati d’animo, l’elenco di cose fatte e non fatte durante la quarantena e poi, libro alla mano e videocamera puntata si inizia a non pensare ad altro che alla lingua italiana.
L’insegnante ha la possibilità di usare la propria casa per mostrare oggetti o prodotti per arricchire il vocabolario dei suoi allievi. Paradossalmente anche a “distanza” ci si può sentire vicini, si entra nelle case, a volte si conoscono parenti che passano dietro la videocamera per sbaglio, ci si presenta in modo meno formale e questo crea legami.
Gli studenti che non hanno accesso alla tecnologia ricevono telefonate dirette dai propri insegnanti che oltre ad informarsi sullo stato di salute condividono iniziative sociali e umanitarie di varie associazioni che offrono aiuti alimentari, disbrigo pratiche, acquisto farmaci, per alleviare un disagio economico che molti studenti non osano rivelare. Tutto questo perché oltre alla lingua in sé, il messaggio più importante parte dalle parole del Presidente Corrado Maffia “per i nostri studenti dobbiamo esserci sempre, nell’attesa di poterci riabbracciare presto”.

Claudia Portadibasso, docente di italiano L2

Come Nasce

La scuola di italiano per immigrati dell’ Associazione Scuola di Pace di Napoli nasce da un’ idea covata per anni e messa in pratica con tutto l’ entusiasmo e la gioia di chi realizza un piccolo-grande sogno.

La storia comincia con la prima lezione, tanto attesa e preparata a cui ci aspettavamo di trovare folle di gente. Ma a riempire l’aula è solo un alunno: Stanley.

Gli viene proposto un test d’ ingresso troppo difficile e la lezione si chiude lì. Ragioniamo su cosa è andato storto e al secondo incontro cambiamo tattica: se Maometto non va alla montagna…. Si va per strada e si invitano i ragazzi immigrati in una scuola gratuita dove si sta facendo lezione. Quel giorno abbiamo raggiunto quattro iscritti. Da quel giorno in poi, ogni mercoledì arrivano sorprendentemente nuovi ragazzi e ragazze da accogliere e da conoscere. Stanley è ormai il nostro “braccio destro”: ci aiuta con la lingua, ci dà consigli, ci rassicura e quando necessario fa la voce grossa. Al secondo anno di scuola il gruppo di insegnanti e tutor deve essere necessariamente ampliato: due anni dopo siamo venti a lavorare al progetto, con diversi compiti e responsabilità, mentre gli studenti hanno superato il centinaio. Il programma è fitto: lezioni di lingua e di storie e culture, cene, cineforum, feste. Solo Stanley oggi non è più presente: ha trovato un regolare lavoro nelle Marche da dove ogni tanto chiama per sapere come procedono le lezioni. L’ ultima volta che l’abbiamo incontrato, tra i sorrisi, ci ha raccomandato di non cancellare mai il suo nome dall’elenco degli alunni della scuola.

P.s. Questo piccolo articolo si trova in Le 100 storie. I giovani che cambieranno l’Italia, pubblicato in occasione della Marcia Perugia-Assisi 2010

Presentazione

Che senso ha la parola “tazzina” o perché dovrebbe esistere “il bancone” se non hai bisogno di raccontare che fai colazione al bar con il caffè la mattina?
Ed ecco che si apre un mondo.
In un momento le parole che usiamo tutti i giorni sono strane e per niente scontate.
La lingua diventa qualcosa di materiale, un’entità fisica, un muro frapposto tra noi e gli immigrati. Ogni mondo ha il suo segreto e la chiave per accedervi è la lingua. C’è un nesso forte tra i nomi e le cose.
Nelle prime lezioni dei corsi di italiano agli immigrati della Scuola di Pace, che sono partiti 6 anni fa, ci rendiamo conto di dover far saltare i programmi prefissati e insegnare la lingua diventa quindi il pretesto per cominciare a incontrare veramente “l’altro” azzerando le idee che avevamo in mente.
“Il pericoloso clandestino” che alcuni politici vedono dietro ogni “vucumprà”, sta portando a casa nostra un mondo diverso che abbiamo l’onore di conoscere.
Osserviamo, smontiamo e utilizziamo la lingua italiana, scoprendoci insieme nuovi italiani.
La confusione che più volte facciamo nel ricordare il nome di un ragazzo ci racconta di più generazioni che si conservano nei quattro, cinque nomi che alcuni di loro hanno.
La profondità di ogni cultura esce fuori dall’orgoglio e dalla fierezza con cui parlano delle loro tradizioni, e la malinconia che li accompagna rende sacro ogni ricordo.
La nostra scuola comprende oggi più di una ventina tra insegnanti e tutor. L’esperienza, oltre alle lezioni in aula, si arricchisce con cineforum, visite guidate, cene multietniche e gruppi di ascolto e coinvolge centinaia di immigrati. L’umanità che avvolge questa esperienza è resa speciale anche dalla professionalità che ognuno di noi mette completamente a disposizione.

Simpatica testimonianza di una delle ragazze che frequentano la scuola: https://www.youtube.com/watch?v=R5YoWzhvHlk

Docenti, tirocinanti e tutor dell'anno 2020/21

Docenti: Alessandra Spadaccini, Alessandra Silipo, Anna Costagliola, Anna Masucci, Anna Vitiello, Bianca Moccia, Bianca Cavallaro, Carla Cristilli, Carmela Maffia, Caterina Spena, Claudia Formisano, Claudia Portadibasso, Elio Cardillo, Francesca Pane, Franco Brescia, Giovanni Galiero, Giusy Mossa, Grazia Zaccagnino, Lavinia Caruso, Loredana Cerrelli, Luciana Esposito, M. Aurora de Angelis, M. Giacinta Gallo, M. Valeria Ferruzza, Maria Ciccarelli, Marilù Pumilia, Marina Di Marco, Marta Maffia, Monika Jezak, Nello Minervino, Paola Carrozzo, Paola Sanges, Patrizia Fusella, Renato Casolaro, Roberta De Gregorio, Rossella Pignanelli.

Tirocinanti e tutor: Beatrice La Marca, Chiara Mesto, Chiara Senatore, Francesca Parlato, Francesco Cuomo, Ilaria Calì, Michela Carbone.

» Info Sui Corsi

I corsi si tengono il lunedì ed il mercoledì dalle 17.00 alle 20.30 in Via Foria, 93.

Ognuna delle classi è abbinata ad un colore, a seconda del livello linguistico di partenza degli studenti (si va orientativamente da un livello A1 ad un B1/B2 del Quadro Comune Europeo per le lingue): si va dal rosso delle classi per principianti al blu delle classi di livello più avanzato, passando per i gradini intermedi “giallo” e “verde”.

Per informazioni: 3355786146 Carmela

» Materiale Didattico

Qui è possibile trovare il materiale didattico utilizzato per i nostri corsi ed esami.

https://drive.google.com/drive/u/0/folders/0BxtRkwQ8eaf5RnVhQ04yOGJUSlE

Per informazioni: 3355786146 Carmela

» Materiale Cineforum

FILM DISPONIBILI PER LA DIDATTICA DELLA SCUOLA DI ITALIANO
IMPARARE LA LINGUA CON IL CINEMA
a cura di Cristofaro Palomba

Il Cineforum abbinato alla “Scuola di Italiano” per immigrati della “Scuola di Pace di Napoli”, che in questi anni ha accompagnato la ricca esperienza didattica dei docenti, ha fornito ai nostri amici immigrati momenti di coinvolgimento culturale ed emotivo atti a favorire la loro partecipazione a dibattiti e conversazioni utilissimi a migliorare l’apprendimento e l’uso della lingua.
La scelta dei film fatta in questi anni è stata dettata dall’ esigenza di offrire opere semplici, di buon livello che affrontassero problemi di forte interesse per gli immigrati in modo da stimolarne l’attiva partecipazione e la conversazione.
I temi delle “diversità culturali” , della “convivenza”, delle “diversità religiose”, della “famiglia”, della “condizione della donna”, della “pace” sono serviti a stimolare, pur nella consapevolezza delle grandi difficoltà, il dibattito sulle diversità che, pur sembrando a volte un ostacolo insormontabile, rappresentano una grande ricchezza nell’incontro fra i popoli.
Il linguaggio cinematografico che per sua natura tende a superare le diversità linguistiche, proprio perché parla con le immagini suscitando emozioni e pensieri, riesce a mettere in comunicazione persone anche di esperienze, culture e lingue diverse.
Il percorso didattico è partito da questo presupposto e si arricchito di una serie di metodologie idonee a stimolare e promuovere l’apprendimento della lingua italiana.
All’inizio della nostra esperienza corredavamo il film solo di una scheda illustrativa che nel presentare il film ne stimolava una più attenta lettura e alcune considerazioni critiche. Successivamente si è pensato di effettuare una presentazione in plenaria per sollecitare gli allievi a cogliere gli elementi di maggior interesse per stimolare la conversazione che seguiva il film.
I film sono stati proiettati in lingua italiana con sottotitoli in italiano dando ai corsisti l’opportunità di ascoltare e avere un contatto visivo con la lingua che, abbinata in questo caso alle immagini, favorisse una forte familiarizzazione con il linguaggio sia parlato che scritto.
Negli ultimi tre anni si è voluto approfondire ancora di più la metodologia didattica per cui oltre alla scheda, che illustra brevemente il film, si è elaborato un Power point, che a partire dalle immagini e dai dialoghi, proponesse spunti di conversazione, analisi e comprensione di testi ed esercizi linguistici che favorissero l’apprendimento della lingua italiana.
Questa ulteriore metodologia ha contribuito a far sì che il film non fosse considerato un qualcosa di separato dal percorso di apprendimento della lingua, ma un momento organicamente inserito nella didattica e quindi parte integrante del percorso formativo.
Questa metodologia, infatti, ha visto aumentare abbastanza la partecipazione dei corsisti che si sono sentiti più fortemente coinvolti e partecipi ai dibattiti, alle conversazioni e agli esercizi linguistici che hanno preceduto e seguito ogni film.
Lo strumento “Cinema” si è rivelato quindi un ottimo mezzo didattico, che, oltre ad offrire un momento ludico, ha consentito ai partecipanti di vedere, ascoltare, leggere e parlare con la lingua italiana.

Anche ciascuno di noi si è arricchito dall’evolversi di queste metodologie e da questo percorso formativo che, con l’aiuto degli stessi immigrati, potrà essere perfezionato e arricchito nelle prossime esperienze.
Tuttavia, difficoltà organizzative non sono mancate, si è sperimentato, infatti, in questi anni la difficoltà a presentare e proiettare il film in plenaria perché si è notato che crea problemi per la didattica nelle classi . Spesso, infatti, è capitato che chi aveva visto il film non fosse presente alla lezione in classe e chi non l’aveva visto trovasse, ovviamente, poco interesse al dibattito e difficoltà alla realizzazione di esercizi avulsi da un contesto.
Si è pensato quindi di raccogliere tutti i materiali già utilizzati e di offrire a tutti i docenti questo catalogo in modo che, chi ritenesse opportuno di usufruire per le attività didattiche di questo strumento si organizzi all’interno della sua classe o abbinando un paio di classi.
Il film verrà quindi presentato e proiettato all’interno della classe dove poi verrà realizzato di dibattito e gli esercizi didattici. Questo metodo renderà ancor più evidente agli alunni che il film è parte integrante del processo formativo e non un elemento estraneo.
(Questo catalogo potrà ovviamente essere incrementato con nuovi film e nuovi materiali didattici).

http://portale.scuoladipacenapoli.it/wp-content/uploads/2016/09/FILM-DISPONIBILI-PER-LA-DIDATTICA-DELLA-SCUOLA-DI-ITALIANO.pdf